Titolo originale: The time machine
Autore: H. G. Wellls
Prima pubblicazione: 1895
La macchina del tempo è un romanzo breve scritto nel 1895 da un giovane H. G. Wells neanche trentenne. In poco più di cento pagine e mediante un'idea di base molto affascinante fonde distopia e critica sociale nel primo vero racconto fantastico moderno sui viaggi nel tempo.
Un inventore di cui non sapremo mai il nome mette appunto un congegno che permette di viaggiare nel tempo. Con essa si avventurerà negli abissi di un remoto futuro. Nel suo viaggio conoscerà un'umanità nel frattempo regredita vivere in una società apparentemente perfetta. Ben presto però scoprirà segreti impossibili da accettare.
Wells affronta vari temi all'interno della storia con una visione sul futuro e sul progresso ben lontana dal pensiero dominante positivista ottocentesco. L'umanità scissa in due popoli distinti è il prodotto delle differenze sociali portate all'estremo da un progresso che annichilisce l'uomo sino all'estinzione. Non vi è salvezza per nessuno in un futuro dove le classi sociali sono intrecciate in un abbraccio irreversibile e fatale. Il prezzo da pagare per la completa eliminazione del lavoro della borghesia/Eloj è la totale subalternità ed allo stesso tempo il prezzo per il progresso tecnologico dei proletari/Morlock è l'alienazione totale. Impossibile dimenticare la potente immagine del viaggiatore su di una spiaggia desolata ai confini del tempo, unico essere umano pensante rimasto in una terra dove non c'è più umanità ne c'è più spazio per essa.
Un'opera fondamentale per tutti gli amanti della fantascienza. Tra l'altro oltre ad aver contribuito a sviluppare il genere fantascientifico distopico contiene in nuce elementi steampunk, motivo in più per non farsi mancare in biblioteca questo grande classico.



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