martedì 21 settembre 2021

Unico indizio la luna piena

 



Titolo originale
Cycle of the Werwolfe
Autore: Stephen King
Prima pubblicazione: 1985

Al giorno d’oggi il concetto di lupo mannaro è perfettamente radicato nella nostra cultura. Questo perché il tema della licantropia negli ultimi cento anni è stato affrontato in una vasta quantità di film, romanzi e racconti che di volta in volta hanno aggiunto sfumature e tasselli nuovi ad una creatura il cui fascino affonda nell’archetipo.



Unico indizio la luna piena
vede protagonista quasi assoluto Marty, un ragazzino paraplegico alle prese con una misteriosa serie di omicidi compiuti durante sinistre notti di luna piena. Sullo sfondo, come da tradizione "Kinghiana" la provincia americana che cela tra le pieghe della normalità segreti indicibili. Questo breve romanzo non stravolge gli stilemi di questo tipo di racconto ma lo arricchisce narrando gli eventi da un punto di vista diverso, quello di un bambino. Una storia supportata da una scrittura asciutta e dall'atmosfera sognante e a tratti irreale, 
arricchita però da dettagli misteriosi come l'influsso che la luna esercita sulla malvagia creatura.

Una storia archetipica come una favola in cui un adolescente per diventare uomo deve affrontare le sue paure infantili ovvero il buio, la notte e una creatura selvaggia apparentemente inarrestabile: il lupo mannaro. Ciascuno di noi nell'arco della sua vita ed in particolare durante l'adolescenza è portato a confrontarsi con il suo Io interiore, ovvero ad affrontare quel viaggio introspettivo che lo porterà faccia a faccia con la sua parte più segreta, il subconscio. Quel lato oscuro della personalità che sfugge a qualsiasi tipo di controllo e per tale motivo da noi intimamente temuto. L'incontro con esso non solo è pauroso ed inevitabile ma anche necessario per superare la fase dell'infanzia e compiere il destino di tutti i bambini: diventare adulti.


Stephen King scrive questo romanzo nel 1983 con il nome “Cycle of the Werwolfe”. La vicenda è ben nota, inizialmente concepito per essere un calendario con una storia suddivisa in dodici capitoli per ogni mese dell’anno divenne poi un breve romanzo. Negli ultimi anni si è trasformato in un libro cult per via della sua difficile reperibilità sul mercato (non è al momento ufficialmente stampato in Italia) con prezzi delle copie dell’usato schizzati alle stelle.

Esiste un film basato sul libro di King la cui visione oggi mi procura sempre una certa nostalgia come d'altronde molte altre pellicole degli anni '80. La ragione è anche da ritrovare in una assortimento di situazioni, personaggi ed immaginario con i quali è facile empatizzare. Chiunque troverà una certa familiarità nel rapporto conflittuale di Marty con la sorella maggiore, con i suoi genitori in qualche modo distanti ed in generale con un mondo degli adulti avverso e difficile da comprendere quando si è ragazzini e infine con il carismatico zio Red. Quest'ultimo che delle regole "adulte" se ne infischia, finisce per tale motivo per essere il più vicino alla sensibilità di Marty e dello spettatore.

"Ma adesso non ride più. Mentre la luna rossa trasforma il plenilunio d'aprile in una bocca di fornace, quelle storie gli sembrano anche troppo vere"

Unico indizio la luna piena non è un capolavoro ma è pur sempre un racconto di Stephen King e pertanto sarebbe errato liquidarlo rapidamente. Sarà per la familiarità di cui sopra o per i tratti fiabeschi della narrazione ma sebbene sia imperfetto difficilmente lo si dimentica del tutto. Ogni volta che rileggo qualche passaggio o rivedo il film mi viene in mente che c'è un lupo lì fuori e se non lo abbiamo ancora affrontato ci salterà addosso alla prima notte di plenilunio.

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Maira Gall